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Relazione del Dott.ssa. Simona Merlini
Borsista ART, svolgo attività di ricerca nel Laboratorio di Farmacocinetica e Chimica Clinica dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" dal novembre 2001.

Oggetto della mia ricerca è lo studio della farmacologia di farmaci immunosoppressori, molecole estremamente efficaci nel prevenire il rigetto dell'organo trapiantato e nel controllo di malattie autoimmuni.


Questi farmaci sono caratterizzati da un indice terapeutico ristretto, diventa quindi essenziale lo sviluppo di tecniche analitiche che permettano la misurazione dei livelli circolanti di farmaco, al fine di mantenere il paziente entro un livello di immunosoppressione adeguato limitando al contempo l'insorgenza di tossicità legata all'uso dei farmaci.

Nei primi anni di ricerca mi sono occupata dell'ottimizzazione di tecniche cromatografiche che permettessero la determinazione dei livelli ematici di sirolimus e acido micofenolico, due farmaci immunosoppressori di recente introduzione nella pratica clinica.

Oggi mi occupo dello studio del profilo cinetico di questi farmaci al fine di valutare come i principali parametri farmacocinetici possono essere influenzati dalla concomitante terapia immunosoppressiva.

Va tuttavia precisato che l'approccio farmacocinetico, sebbene sia utile al dosaggio del farmaco, mostra delle lacune.
Da qui la ricerca di strategie complementari finalizzate alla personalizzazione della terapia.

In quest'ultimo anno le mie ricerche si sono quindi focalizzate sullo studio di come le differenze genetiche possano influenzare, ed eventualmente predire, la risposta di ogni individuo verso un trattamento con ciclosporina, uno dei farmaci immunosoppressori più utilizzati per la prevenzione del rigetto dopo trapianto d'organo.

La ciclosporina viene metabolizzata dai sistemi citocromiali 3A4 e 3A5 che presentano delle varianti geniche spesso associate ad una ridotta attività metabolizzante.

Inoltre la disponibilità di questo farmaco può essere influenzata anche dalla glicoproteina P, prodotta dal gene MDR1, una proteina che si oppone all'ingresso di molti farmaci nella cellula.
Per questo motivo la ricerca di polimorfismi nel gene MDR1 in soggetti sottoposti a trapianto d'organo e in terapia con ciclosporina potrebbe essere molto importante nel predire l'esposizione al farmaco.

Scopo della mia ricerca e quindi caratterizzare tutti i pazienti in base al profilo genetico e verificare se esistono correlazioni con i principali parametri farmacocinetici ed eventualmente con l'outcome clinico in ogni paziente (rigetto dell'organo, nefropatia cronica, ecc.).
Per far questo ho estratto il DNA di più di 150 pazienti sottoposti a trapianto di rene e in terapia con ciclosporina e ho perfezionato specifiche tecniche analitiche che mi permettessero di identificare i possibili polimorfismi nel gene MDR1, in particolare nell'esone 12, 21 e 26.

In quest'ultimo anno ho caratterizzato inoltre il profilo genetico di circa 40 pazienti in terapia con sirolimus, molecola che utilizza le stesse vie biochimiche di trasporto/metabolismo della ciclosporina.

Attualmente sto lavorando per ottimizzare le condizioni per lo studio dei polimorfismi dei geni che codificano per i citocromi 3A4 e 3A5.



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