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Relazione del Dr. Giuseppe Monteferrante
Borsista ART, collaboro nel laboratorio della Dr.ssa Noris dal 1° Settembre 2003.

Un progetto in cui sono stato coinvolto dal Settembre 2003 mira alla caratterizzazione dei meccanismi d'azione di un innovativo farmaco anti rigetto nel trapianto di rene, detto Alemtuzumab.


Tale farmaco è un anticorpo che riconosce in maniera selettiva le cellule che presentano sulla propria superficie la molecola CD52.
Esso elimina le cellule che possiedono tale proteina e che sono coinvolte nel rigetto di un organo solido, per esempio, un rene, a seguito di trapianto. In seguito, il sistema immunitario stesso, poiché l'Alemtuzumab viene somministrato solamente una volta prima del trapianto, è in grado di riformare le cellule CD52 positive, le quali però riconoscono il rene trapiantato come se fosse da sempre appartenente al ricevente.

Per l'estrazione veloce e razionale delle informazioni necessarie al monitoraggio dei dati clinici ed immunologici dei pazienti trapiantati che hanno ricevuto l'Alemtuzumab, ho precedentemente creato una banca dati che ho poi ampliata e semplificata nella gestione informatica.

Ho continuato il lavoro di caratterizzazione mediante citometria di flusso (FACS) delle sottopopolazioni dei leucociti che si trovano nel sangue dei pazienti trapiantati e trattati con Alemtuzumab a vari tempi dopo il trapianto.

Inoltre ho condotto le stesse analisi su un gruppo ulteriore di pazienti sottosposti ad un diverso protocollo terapeutico anti rigetto, che non comprende l'Alemtuzumab.

Infine, ho preso parte attiva nell'analisi funzionale in vitro delle cellule responsabili dei fenomeni di rigetto, ovvero non tolleranza, nei riguardi dell'organo trapiantato, mediante EliSPOT ed MLR. Queste sono delle tecniche che consentono di valutare sia la reattività dei linfociti sia la loro produzione di molecole infiammatorie, quali l'interferone gamma.

Durante lo scorso anno, parte della mia attività di ricerca è stata orientata a studi di genetica unama.

Infatti ho proceduto all'analisi, mediante screening di mutazioni, di geni coinvolti nella patogenesi della sindrome emolitico - uremica, che, sebbene rara, provoca una urgente necessità di trapianto di fegato e/o rene.

Questa malattia deve la sua gravità ad un difetto del ramo innato del sistema immunitario, quello che presiede alla sorveglianza immunologica generica contro agenti estranei all'organismo. Esso è dotato di molecole molto potenti, dette del sistema del complemento, che devono essere inattivate da altri, differenti fattori proteici.

Nella sindrome emolitico - uremica sono stati individuati come possibili responsabili alcuni fattori quali il CD59.

Ho quasi ultimato lo screening di mutazioni nel gene di tale proteina in alcuni pazienti selezionati.



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