Beneficiario di una borsa di studio
ART, sono stato inserito nel laboratorio della Dr.ssa Noris
dal 1° Settembre 2003.
Mi sono occupato principalmente
di due progetti, entrambi inerenti il sistema immunitario.
Il sistema immunitario è una complessa rete di informazioni
che indirizzano l'organismo verso reazioni di indifferenza verso
le proprie proteine oppure di distruzione nei riguardi di sostanze
viste come estranee.
Nel primo caso, si parla di tolleranza immunologica, nel secondo
caso di rigetto, fenomeno che si osserva nei trapianti di organo,
o di autoimmunità. I due fenomeni sono intimamente connessi
e rappresentano due facce della stessa medaglia.
Per evitare il rigetto dell'organo trapiantato, svariati sistemi
terapeutici sono in atto. Essi prevedono l'utilizzo di farmaci
immunosoppressori, molto potenti ma anche dotati di effetti
indesiderati. Lo scopo della ricerca è lo sviluppo di
nuove strategie anti - rigetto che evitino l'utilizzo prolungato
di farmaci immunosoppressori.
Il primo progetto in cui sono
stato coinvolto mira alla caratterizzazione dei meccanismi
d'azione di innovativi farmaci anti rigetto nel trapianto
di rene, tra cui l'Alemtuzumab.
Questo farmaco è un anticorpo che riconosce in maniera
assolutamente selettiva solo ed esclusivamente le cellule
che presentano sulla propria superficie la molecola CD52.
Essa ha una funzione non ancora del tutto definita, ma molto
importante per il sistema immunitario. Le cellule che la possiedono,
infatti, sono coinvolte nel rigetto di un organo solido, per
esempio, un rene, a seguito di trapianto.
A causa del legame che si è creato tra l'Alemtuzumab
ed il CD52, le cellule dotate di CD52 sono eliminate dal sistema
immunitario. In seguito, il sistema immunitario stesso, poiché
l'Alemtuzumab non viene ulteriormente somministrato, è
in grado di riformare delle cellule dotate di CD52, le quali
però riconoscono il rene trapiantato come se fosse
nativo, cioè da sempre appartenente al ricevente.
Allo scopo di registrare i dati clinici dei pazienti trapiantati
che hanno ricevuto l'Alemtuzumab come terapia ho creato una
banca dati per l'estrazione veloce e razionale delle informazioni
necessarie. Ho preso inoltre parte alla caratterizzazione
delle sottopopolazioni dei leucociti che si trovano nel sangue
dei pazienti trapiantati e trattati con Alemtuzumab a vari
tempi dopo il trapianto. Inoltre, studi attualmente in corso
in laboratorio permettono di stabilire la funzionalità
dei leucociti dei pazienti ed in particolare la loro abilità
di riconoscere come estranee le sostanze nocive per l'organismo,
come per esempio batteri e virus, pur evitando di fare lo
stesso con le cellule provenienti dal donatore.
Questo fenomeno detto tolleranza è importante perché
evita il rigetto del rene trapiantato, ma conserva la protezione
dalle malattie infettive e dai tumori.
Il secondo progetto che mi
ha coinvolto ha lo scopo di caratterizzare il ruolo di alcune
sostanze infiammatorie, BLyS e TACI, nello sviluppo di una
malattia autoimmune detta Lupus Eritematoso Sistemico nei
bambini. In tale malattia, il sistema immunitario del paziente
non riconosce più come propri alcuni organi e cerca
di distruggerli.
Questo fenomeno di autoimmunità provoca delle condizioni
di malattia che devono essere curate con dei farmaci immunosoppressori
molto simili a quelli utilizzati nel trapianto.
Purtroppo, nel caso del Lupus Eritematoso Sistemico, si conoscono
molto poco i meccanismi che ne provocano l'insorgenza. Queste
informazioni sono necessarie per poter creare nuovi farmaci
adatti alla sua terapia in modo molto più specifico,
ovvero meno tossico, di quanto non si riesca oggi.
Utilizzando cellule ottenute dal sangue di bambini affetti
da Lupus Eritematoso Sistemico e varie combinazioni di BLyS,
TACI e loro inibitori, sto valutando se questo sistema sia
o no attivato in modo anomalo in tali pazienti.
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