Beneficiaria di una borsa di
studio ART
Relazione annuale 2006-2007.
Istituto Mario Negri, laboratorio di Immunologia e Genetica
di Malattie Rare e Trapianto.
In questi anni il mio impegno principale è stato volto
allo studio delle cause genetiche della Sindrome Emolitico
Uremica (SEU).
La SEU è, nella sua forma più frequente, una
malattia che colpisce soprattutto i bambini in seguito a un'infezione
da tossina batterica. Vi è però anche una forma
più rara, non associata a infezioni, che si manifesta
anche negli adulti e viene ereditata all'interno della famiglia.
Si è visto che il sistema del complemento, un meccanismo
di difesa che il nostro organismo attiva per difendersi dalle
infezioni, è alterato nei pazienti con questa forma
di SEU (detta anche SEU atipica).
Ho iniziato studiando il gene del fattore H, un regolatore
della via alternativa del sistema del complemento e ho trovato
mutazioni in circa il 30% dei pazienti analizzati. Poi ho
proseguito l’analisi genetica di un altro regolatore
del sistema del complemento, il gene MCP e ho trovato mutazioni
in circa il 10% dei pazienti. Infine ho trovato un 5% di pazienti
mutati nel gene fattore I. In letteratura, nell'ultimo anno,
sono stati pubblicati dati che rivelano la presenza di mutazioni
in pazienti con SEU atipica in altri geni che non abbiamo
ancora analizzato. Sono sempre geni coinvolti nella regolazione
del sistema del complemento come il fattore B e il C3.
Il 2008 quindi, mi vedrà ancora impegnata nell’analisi
genetica dei pazienti. Pazienti che, arrivati alla dialisi,
hanno come unica prospettava di cura il trapianto di rene.
Trovare la causa genetica e fornire il risultato di questi
studi ai pazienti è molto importante perché
il risultato ottenuto in laboratorio può influenzare
la scelta di intraprendere il trapianto. Infatti, a seconda
del gene che risulta essere mutato, il trapianto può
risolvere completamente la malattia (come nel caso di mutazioni
nell'MCP che codifica per una proteina espressa nel rene che
quindi viene sostituita col nuovo organo) oppure il trapianto
viene sconsigliato se la mutazione è in geni che codificano
per il fattore H o per il fattore I. Le proteine che ne derivano
infatti sono circolanti e quindi nel giro di poco tempo la
malattia si ripresenta e in alcuni casi è anche più
severa.
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