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Relazione della Dr. Giuseppe Monferrante
Borsista ART - collaboro nel laboratorio della Dr.ssa Noris dal 1° Settembre 2003.

Report per l'anno 2005-2006.

Dal settembre 2005 all’agosto 2006, mi sono impegnato in ricerche sul sistema immunitario, in particolare su trapianto d’organo solido e sindrome emolitico uremica.

Ho continuato ad occuparmi di un progetto iniziato nel Settembre 2003, che mira alla caratterizzazione dei meccanismi d’azione dell’Alemtuzumab, un farmaco anti rigetto utilizzato nel trapianto di rene. Tale farmaco è un anticorpo che riconosce solamente le cellule che presentano sulla propria superficie la molecola CD52. Esso elimina le cellule che possiedono tale proteina poiché sono coinvolte nel rigetto di un organo solido, per esempio, un rene, a seguito di trapianto. In seguito, il sistema immunitario stesso, poiché l’Alemtuzumab viene somministrato solamente una volta prima del trapianto, è in grado di riformare le cellule CD52 positive. Queste nuove cellule, seppur CD52 positive, non riconoscono più il rene trapiantato come estraneo.
Ho continuato la gestione dei dati riguardanti i parametri biologici e clinici dei pazienti coinvolti in tale studio.
Ho continuato il lavoro di caratterizzazione mediante citometria di flusso (FACS) delle sottopopolazioni dei leucociti che si trovano nel sangue dei pazienti trapiantati e trattati con Alemtuzumab a vari tempi dopo il trapianto.
Inoltre ho condotto le stesse analisi su un ulteriore gruppo di pazienti sottoposti ad un diverso protocollo terapeutico anti rigetto, che non comprende l’Alemtuzumab.

Nel settore di genetica del Centro Trapianti ART, ho proceduto all’analisi, mediante analisi di mutazioni, di geni coinvolti nella patogenesi della sindrome emolitico – uremica (SEU), che, sebbene rara, provoca una impellente necessità di trapianto di fegato e/o rene.

Questa malattia deve la sua gravità ad un difetto del sistema immunitario innato, che presiede alla sorveglianza immunologica generica contro agenti estranei all’organismo. Esso è dotato di molecole molto potenti, dette del sistema del complemento, che devono essere inattivate da altri, differenti fattori proteici.
Ho contribuito ad un lavoro che ha evidenziato la correlazione tra alcuni geni mutati (CFH, MCP/CD46 e CFI) e l’andamento clinico della malattia. I suddetti geni impediscono, mediante produzione di specifiche proteine, danni da parte del complemento su cellule proprie dell’organismo. Infatti tali proteine eliminano il complemento quando è eccessivamente attivato. Se i corrispettivi geni sono mutati, le proteine non possono svolgere questa importante funzione, così può svilupparsi la SEU. Il lavoro è in stampa su Blood.
Nella stessa malattia, sono stati individuati come possibili responsabili alcuni ulteriori fattori quali il CD59 e l’SPP1. Anche queste proteine regolano il complemento, proteggendo le cellule non estranee all’organismo. Ho quasi ultimato lo screening di mutazioni nei geni di tali proteine in alcuni pazienti selezionati.
Ho candidato ed analizzato, insieme alla Dr.ssa Noris ed al gruppo di genetica, un ulteriore gene detto CFHR5 per evidenziare un suo coinvolgimento nella SEU. Si è dimostrato un suo possibile coinvolgimento nella malattia, probabilmente come modificatore della prognosi. Il lavoro è in stampa su Molecular Immunology.

È stato raggiunto un accordo per il mio trasferimento, dal Settembre 2006, all’Università di Groningen (NL) in qualità di Promovendum in “Genetica della nefropatia cronica post trapianto”.

In fede
Cordialità vivissime
Giuseppe Monteferrante



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