| Influenza
delle varianti alleliche nel gene UGT1A9 sull’esposizione
ad acido micofenolico in pazienti sottoposti a trapianto di
rene.
Sara Baldelli, Simona Merlini, Annalisa
Nicastri, Monica Cortinovis, Norberto Perico, Giuseppe Remuzzi,
Dario Cattaneo.
L’acido micofenolico é un farmaco attualmente
molto utilizzato, in combinazione con altri farmaci immunosoppressori,
nella prevenzione e trattamento del rigetto dopo trapianto
d’organo.
Studi precedenti hanno dimostrato una grande variabilità
nell’esposizione giornaliera a questo farmaco e per
questo motivo si è manifestato grande interesse per
la personalizzazione del trattamento farmacologico. Nella
pratica clinica è stato quindi introdotto il monitoraggio
dei livelli plasmatici di acido micofenolico nei pazienti
per minimizzare la tossicità del farmaco pur mantenendo
una adeguata efficacia terapeutica.
Diversi fattori sono stati identificati fino ad oggi per spiegare
la variabilità giornaliera all’esposizione al
farmaco; tra questi il sesso e la razza del paziente, la sua
funzionalità renale ed epatica e la concomitante terapia.
Tuttavia questi fattori spiegano solo parzialmente la diversa
risposta dei pazienti al farmaco.
La farmacogenomica, che si occupa dello studio delle differenze
genetiche che causano risposte variabili dei singoli pazienti
alla somministrazione di farmaci, potrebbe fornire ulteriori
informazioni.
L’acido micofenolico, dopo assunzione, viene principalmente
trasformato ad opera del fegato, mediante l’enzima UGT1A9
in un metabolita dell’acido micofenolico, il glucuronide
MPAG per essere eliminato. Varianti genetiche nel gene che
codifica per questo enzima potrebbero influenzare l’attività,
la stabilità o l’espressione dell’UGT1A9,
modificando la quota di acido micofenolico trasformata in
MPAG e quindi la comparsa di eventi avversi o la mancata risposta.
Diverse varianti geniche sono state descritte in letteratura
e dati in vitro hanno dimostrato che la loro presenza modifica
significativamente la conversione di acido micofenolico a
MPAG.
Attualmente solo un gruppo di ricerca ha studiato l’impatto
di alcune di queste varianti sulla risposta al farmaco in
vivo in pazienti trapiantati. Per questo motivo abbiamo deciso
di studiare se la presenza di una o più varianti geniche
nel gene che codifica per l’UGT1A9 potesse influenzare
le concentrazioni di acido micofenolico.
Pazienti sottoposti a trapianto di rene e in terapia con acido
micofenolico a sei mesi dal trapianto, sono stati caratterizzati
per le varianti in posizione -2152, -1887, -665, -440, -331,
-275 e 98 del gene UGT1A9. I pazienti sono stati inoltre sottoposti
ad una valutazione giornaliera del profilo farmacocinetico
del farmaco e del suo metabolita. La presenza delle varianti
è stata quindi correlata con l’esposizione a
acido micofenolico e MPAG.
I risultati ottenuti dimostrano come la presenza di varianti
in posizioni -440, -331 e -665 influenzano i livelli plasmatici
di acido micofenolico e quindi rappresentano una possibile
spiegazione alla variabilità nella risposta al farmaco
osservata in alcuni pazienti.
Presentato:
- American Transplant Congress
2007 (S. Francisco, Maggio 2007)
- International Association
of Therapeutic Drug Monitoring and Clinical Toxicology
(Nizza, Settembre 2007)
Pubblicato su: Pharmacogenomics
2007 Sep;8(9):1127-1141.
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