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Attività Scientifica.

Area di ricerca #3.2
Tecniche innovative di trapianto per aumentare la disponibilità di organi: Ampliare i criteri per la selezione dei donatori.

 
Andamento a lungo termine del trapianto di rene da donatori anziani.

Giuseppe Remuzzi, Paolo Cravedi, Annalisa Perna, BD Dimitrov, Marta Turturro, Locatelli G, Rigotti P, Baldan N, Beatini M, Valente U, Scalamogna M, Piero Ruggenenti; Dual Kidney Transplant Group.

COMUNICATO STAMPA
Dalla ricerca italiana una via per migliorare i risultati del trapianto.


Il trapianto di rene è la cura più efficace per le malattie del rene, (quelle gravi, che compromettono la funzione dei reni e portano alla dialisi).
Col trapianto la qualità di vita è di gran lunga migliore.

In Italia (ma è così dappertutto), pochi arrivano al trapianto e molti ammalati (più di 50.000 solo in Italia) restano in dialisi.
Non ci sono abbastanza donatori.
Un modo di aumentare il numero di trapianti, è quello di utilizzare reni di persone anziane (che una volta si scartavano) ed eventualmente trapiantare due reni - invece che uno - nello stesso ricevente.

Questa attività è stata introdotta in Italia dai ricercatori del Mario Negri insieme ai chirurghi e ai medici dell'Ospedale di Bergamo con risultati molto buoni.
Oggi c'è un passo avanti importante. Gli stessi ricercatori, in collaborazione con il Nord Italia Transplant e i Centri Trapianto di Bergamo, Genova e Padova, hanno dimostrato che si possono migliorare ancora i risultati a distanza del trapianto.

Quando il donatore ha più di 60 anni, si studia la qualità del tessuto renale attraverso una biopsia (si preleva un frammento di pochi milligrammi di rene e lo si studia al microscopio).
Indipendentemente dall'età , il rene la cui struttura è ancora ben conservata, può bastare al ricevente per fare una vita normale anche se se ne trapianta uno solo.
Se la struttura dei reni non è perfetta se ne devono trapiantare due (e fanno benissimo il lavoro di un rene ideale).

Capita, qualche volta, che al microscopio si vedono reni con gravissime lesioni anche in persone relativamente giovani. Questi reni non vanno trapiantati perchè, una volta fatto il trapianto saprebbero funzionare solo per pochi mesi.

I risultati a lungo termine del programma dei ricercatori del Nord Italia, grazie all'impiego di questi criteri, sono stati molto buoni, molto superiori a quelli di qualunque altro programma che preveda l'impiego di donatori anziani.

Il New England Journal of Medicine ha affidato a Frank Delmonico, Presidente dell'organizzazione che negli Stati Uniti si occupa della raccolta degli organi per il trapianto, di commentare il lavoro in un editoriale.

Scrive Delmonico: " il lavoro del gruppo dei ricercatori italiani fa intravedere una strada nuova per utilizzare al meglio i pochi organi a disposizione e contribuirà al successo del trapianto in ogni parte del mondo".

Comunicato stampa del Prof Silvio Garattini
Direttore Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri


Pubblicato su: New England Journal of Medicine, 2006 Jan 26, 354(4):343-52.









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