 |
|
|
Attività Scientifica.
Tecniche innovative di trapianto per aumentare
la disponibilità di organi: Ampliare i criteri per la selezione
dei donatori.
| |
|
| |
Andamento
a lungo termine del trapianto di rene da donatori anziani.
Giuseppe
Remuzzi, Paolo
Cravedi, Annalisa
Perna, BD
Dimitrov, Marta
Turturro, Locatelli
G, Rigotti
P, Baldan
N, Beatini
M, Valente
U, Scalamogna
M, Piero
Ruggenenti; Dual
Kidney Transplant Group.
COMUNICATO STAMPA
Dalla ricerca italiana una via per migliorare i risultati del
trapianto.
Il trapianto di rene è la cura più efficace per
le malattie del rene, (quelle gravi, che compromettono la funzione
dei reni e portano alla dialisi).
Col trapianto la qualità di vita è di gran lunga
migliore.
In Italia (ma è così dappertutto), pochi arrivano
al trapianto e molti ammalati (più di 50.000 solo in
Italia) restano in dialisi.
Non ci sono abbastanza donatori.
Un modo di aumentare il numero di trapianti, è quello
di utilizzare reni di persone anziane (che una volta si scartavano)
ed eventualmente trapiantare due reni - invece che uno - nello
stesso ricevente.
Questa attività è stata introdotta in Italia dai
ricercatori del Mario Negri insieme ai chirurghi e ai medici
dell'Ospedale di Bergamo con risultati molto buoni.
Oggi c'è un passo avanti importante. Gli stessi ricercatori,
in collaborazione con il Nord Italia Transplant e i Centri Trapianto
di Bergamo, Genova e Padova, hanno dimostrato che si possono
migliorare ancora i risultati a distanza del trapianto.
Quando il donatore ha più di 60 anni, si studia la qualità
del tessuto renale attraverso una biopsia (si preleva un frammento
di pochi milligrammi di rene e lo si studia al microscopio).
Indipendentemente dall'età , il rene la cui struttura
è ancora ben conservata, può bastare al ricevente
per fare una vita normale anche se se ne trapianta uno solo.
Se la struttura dei reni non è perfetta se ne devono
trapiantare due (e fanno benissimo il lavoro di un rene ideale).
Capita, qualche volta, che al microscopio si vedono reni con
gravissime lesioni anche in persone relativamente giovani. Questi
reni non vanno trapiantati perchè, una volta fatto il
trapianto saprebbero funzionare solo per pochi mesi.
I risultati a lungo termine del programma dei ricercatori del
Nord Italia, grazie all'impiego di questi criteri, sono stati
molto buoni, molto superiori a quelli di qualunque altro programma
che preveda l'impiego di donatori anziani.
Il New England Journal of Medicine ha affidato a Frank Delmonico,
Presidente dell'organizzazione che negli Stati Uniti si occupa
della raccolta degli organi per il trapianto, di commentare
il lavoro in un editoriale.
Scrive Delmonico: " il lavoro del gruppo dei ricercatori
italiani fa intravedere una strada nuova per utilizzare al meglio
i pochi organi a disposizione e contribuirà al successo
del trapianto in ogni parte del mondo".
Comunicato stampa del Prof
Silvio Garattini
Direttore Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
Pubblicato su: New
England Journal of Medicine, 2006 Jan 26, 354(4):343-52.
|
|
|
ART è impegnata a raccogliere i fondi per finanziare
ulteriori progetti di ricerca. Anche
tu puoi aiutarci. |
 |
| © 2002-2006 Fondazione
ART - Produced by Eikom
srl |
|