Centro Ricerche > Attività scientifica
 
CENTRO RICERCHE
< Progetto
< Attività Scientifica
< Relazione Borsisti
< Destinazione Fondi
< CRT Ricercatori
< Testimonianze
< I Sostenitori
 
Iscriviti alla
NEWSLETTER
 
 

Attività Scientifica


Area di ricerca #2
Lo studio di terapie immunosoppressive meno tossiche per la prevenzione del danno d'organo a breve e lungo termine associato al trapianto.

 

Confronto del profilo farmacocinetico giornaliero tra 2 formulazioni di acido micofenolico in pazienti sottoposti a trapianto di rene.

Dario Cattaneo, Monica Cortinovis, Sara Baldelli, Alessandra Bitto, Eliana Gotti, Giuseppe Remuzzi, Norberto Perico.

L’introduzione nella pratica clinica di micofenolato mofetil (MMF) – un profarmaco che rilascia a livello gastrico il metabolita attivo, l’acido micofenolico (MPA) – ha determinato un significativo miglioramento della sopravvivenza a lungo termine dell’organo trapiantato.

Tuttavia, l’utilizzo di questa formulazione può essere limitato dalla comparsa di tossicità a livello gastrointestinale e midollare (anemia, leucopenia). Recentemente è stata sviluppata una nuova formulazione di MPA (Myfortic), caratterizzata dalla presenza di un rivestimento gastroprotettivo che determina il rilascio della molecola attiva a livello intestinale. Tale formulazione potrebbe ridurre la comparsa di effetti collaterali legati all’utilizzo di MPA.
Non sono, tuttavia, disponibili dati relativi alla variazione dei livelli plasmatici di MPA (rilasciato da myfortic) nell’arco della giornata. Abbiamo quindi eseguito studi di farmacocinetica completi per confrontare il profilo cinetico di MPA in pazienti in trattamento con MMF con quelli ottenuti da pazienti in trattamento con myfortic.

Le valutazioni, eseguite al 6° e 12° mese dopo il trapianto di rene, hanno evidenziato che, sebbene non ci siano differenze significative tra le due formulazioni per quanto riguarda l’esposizione giornaliera media (definita dalla misura dell’AUC), i profili cinetici dei singoli pazienti trattati con myfortic sono estremamente irregolari, variabili e associati alla presenza di picchi multipli di MPA. Inoltre i livelli basali di MPA in questi pazienti erano molto più alti rispetto a quanto osservato nei pazienti trattati con MMF.

Considerata la crescente letteratura a supporto dell’importanza della misura dei livelli plasmatici di MPA nel predire l’outcome clinico del paziente sottoposto a trapianto d’organo, i produttori della nuova formulazione di MPA dovrebbero studiare in dettaglio i problemi legati al rivestimento gastroprotettivo che impediscono l’applicazione del monitoraggio terapeutico di questo farmaco come guida all’ottimizzazione della terapia.

Presentato a:
- American Transplant Congress 2007 (S. Francisco, May 2007).
- International Association of Therapeutic Drug Monitoring and Clinical Toxicology (Nice, September 2007).
Publicato su: Clin J Am Soc Nephrol. 2007, 2:1147-55.





ART è impegnata a raccogliere i fondi per finanziare ulteriori progetti di ricerca. Anche tu puoi aiutarci.

© 2002-2006 Fondazione ART - Produced by Eikom srl