| Confronto
tra i livelli ematici di everolimus misurati con una metodica
immunoenzimatica e una metodo validato in HPLC-UV in pazienti
sottoposti a trapianto di cuore.
Sara
Baldelli, Dario
Cattaneo, Cosimo
Ottomano, Alberto
Crippa, Simona
Merlini, Norberto
Perico, Giuseppe
Remuzzi.
Il monitoraggio terapeutico dei livelli di everolimus viene
eseguito solitamente utilizzando la cromatografia liquida
ad elevate prestazioni (HPLC), come nel nostro centro.
Tuttavia questa metodica è piuttosto laboriosa e quindi
di difficile applicazione nelle analisi cliniche di routine.
Recentemente è stata sviluppata una nuova metodica
immunoenzimatica per la misura dei livelli ematici di everolimus
(FPIA).
Studi precedenti hanno dimostrato che, sebbene i saggi immunoenzimatici
più comuni hanno una buona specificità per il
farmaco misurato, questi tests possono dare risultati errati
in campioni biologici, specialmente in presenza di concentrazioni
elevate di metaboliti, per reattività crociata con
gli anticorpi utilizzati nelle diverse metodiche immunoenzimatiche.
In collaborazione con il Dipartimento di Analisi Cliniche
degli Ospedali Riuniti di Bergamo, abbiamo eseguito una comparazione
formale tra l'HPLC e la metodica immunoenzimatica FPIA, misurando
in contemporanea livelli di everolimus in 120 campioni ematici.
La comparazione, eseguita in accordo con le linee guida stilate
dall'FDA (Food and Drug Administration), ha evidenziato che
la performance di entrambe le metodiche è accettabile.
Inoltre, è stata riscontrata una buona correlazione
tra le due serie di dati, con una sovrastima media della metodica
FPIA pari al 20%, un valore considerato accettabile.
I risultati di questo lavoro, attualmente in corso di pubblicazione
su riviste internazionali, avranno importanti ripercussioni
nel monitoraggio dei livelli di everolimus nella comune pratica
clinica.
Pubblicato su: Clinical
Biochemistry 2006, 30: 1152-1159.
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