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Effetto della somministrazione
di eritropoietina sui danni provocati dal rigetto cronico
in un modello di trapianto allogenico di rene nel ratto.
Paola
Cassis, Daniela
Cugini, Anna
Pezzotta, Marilena
Mister, Elena
Gagliardini, Mauro
Abbate, Sissi Aiello, Norberto
Perico, Lorenzo
Gallon, Marina
Noris, Giuseppe
Remuzzi.
L'anemia è un fattore coinvolto nella progressione
delle malattie renali croniche, a sostegno di ciò è
stato infatti dimostrato che nei pazienti la correzione dell'anemia
tramite la somministrazione di eritropoietina è in
grado di assicurare una maggiore sopravvivenza e di ritardare
il ricorso alla dialisi.
Nel presente studio abbiamo valutato gli effetti protettivi
dell'eritropoietina sui danni causati dal rigetto cronico
in un modello di trapianto allogenico di rene nel ratto.
A tale scopo abbiamo scelto una combinazione completamente
MHC-incompatibile (Wistar Furth in Lewis).
Un gruppo di animali ha ricevuto l'eritropoietina murina (30mg/kg,
dati il giorno del trapianto, seguiti da una somministrazione
di 2.5mg/kg ogni settimana) ed un secondo gruppo (controllo)
ha ricevuto solo veicolo (salina).
Inoltre per prevenire il rigetto acuto dell'organo trapiantato,
gli animali sono stati trattati per i primi 10 giorni dopo
il trapianto con ciclosporina (5mg/kg/giorno, i.m.).
Gli animali sono stati seguiti per 180 giorni fino al sacrificio.
L'ematocrito, l'emoglobina e la funzione renale (come cretinina
sierica e proteinuria) sono state monitorate periodicamente.
Al sacrificio il rene è stato raccolto ed è
stata effettuata l'analisi istologica, immunoistochimica e
l'espressione genica mediante real-time PCR quantitativa.
I risultati ottenuti dimostrano che la somministrazione di
eritropoietina è in grado di correggere l'anemia già
a partire dal settimo giorno dopo il trapianto.
La dose settimanale di eritropoietina è stata di volta
in volta modificata al fine di mantenere normali i livelli
di emoglobina (14-17 gr/dl). Sebbene alla fine dello studio
circa la metà degli animali, sia quelli trattati sia
quelli controllo, siano morti di uremia, solo gli animali
trattati con eritropoietina sopravvissuti fino a 180 giorni
mostrano una funzione renale normale.
In questi animali anche la glomerulosclerosi, il danno tubulointerstiziale
e la presenza nel rene di cellule infiltranti infiammatorie
(ED1+, CD4+, CD8+, OX6+, OX62+) risultano minori rispetto
a quelli riscontrati nei ratti controllo. Per valutare se
l'eritropoietina fosse in grado di indurre la produzione di
fattori di crescita coinvolti nella rigenerazione delle cellule
dei tubuli e nell'angiogenesi, abbiamo analizzato mediante
real-time PCR l'espressione genica di EGF (epithelial growth
factor) e VEGF (vascular endothelial growth factor) nei reni
degli animali sacrificati a 180 giorni.
Abbiamo osservato che nei reni degli animali controllo vi
è una diminuzione dell'espressione di EGF e VEGF rispetto
ai livelli riscontrati negli animali che hanno ricevuto un
trapianto singenico. L'eritropoietina è in grado di
correggere completamente il difetto, infatti gli animali trattati
con eritropoietina presentano livelli di espressione di EGF
e VEGF paragonabili agli animali isotrapiantati.
In conclusione abbiamo dimostrato che la somministrazione
cronica di eritropoietina protegge il rene trapiantato dallo
sviluppo di danni cronici.
Il meccanismo attraverso il quale l'eritropoietina agisce
potrebbe essere legato sia ad una migliore perfusione dell'organo,
data da una completa correzione dell'anemia già nelle
prime fasi dopo il trapianto, sia alla rigenerazione dell'epitelio
tubulare e all'angiogenesi microvascolare mediate dall'espressione
di EGF e VEGF nel rene.
Presentato a: Journal
of Clinical Investigation.
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