| L’infusione
pre-trapianto di cellule staminali mesenchimali induce tolleranza
al trapianto di cuore nel topo tramite la generazione di cellule
t regolatrici.
Federica Casiraghi, Nadia Azzollini,
Barbara Imberti, Marina Morigi, Daniela Cugini, Paola Cassis,
Regiane Aparecida Cavinato, Marta Todeschini, Norberto Perico,
Giuseppe Remuzzi, Marina Noris.
Negli ultimi anni le cellule staminali hanno aperto importanti
prospettive per la cura di molte malattie che fino a questo
momento rimangono incurabili. Tra le cellule staminali isolabili
dall’individuo adulto particolare interesse è
stato rivolto alle cellule staminali mesenchimali (MSC) del
midollo osseo e alla loro applicazione nella medicina del
trapianto. Numerosi studi recenti hanno documentato le proprietà
immuno-modulatorie delle MSC in vitro e in vivo nella “malattia
del trapianto verso l’ospite” (graft versus host
disease).
In questo studio abbiamo valutato l’impatto dell’infusione
di MSC sul rigetto al trapianto di cuore nel topo. I risultati
dimostrano che sia una singola infusione (nella vena porta
7 giorni prima del trapianto) che una doppia infusione (vena
porta 7 giorni prima e nella vena periferica un giorno prima
del trapianto) di MSC isolate dal donatore induce un significativo
prolungamento della sopravvivenza dell’organo trapianto
in assenza dei farmaci anti-rigetto. La tolleranza indotta
dalle MSC è associata all’espansione di cellule
regolatrici CD4+CD25+FOXP3+ come dimostrato da studi di caratterizzazione
fenotipica e da studi funzionali. Infatti le cellule regolatrici
isolate dagli animali 7 giorni dopo l’infusione o isolate
da animali tolleranti (>100 giorni) sono in grado di indurre
tolleranza al trapianto di cuore quando trasferite in animali
non trattati. La tolleranza è trasferibile fino alla
terza generazione.
La stessa capacità pro-tollerogenica è stata
osservata anche infondendo MSC isolate dal ricevente con lo
stesso schema di infusione.
Questo risultato rende la strategia applicabile al trapianto
nell’uomo in quanto le cellule MSC potrebbero essere
isolate dal paziente stesso, espanse ed essere subito disponibili
al momento del trapianto.
Sottomesso a: Journal of Immunology, in revisione.
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