| Propionyl-L-carnitina
previene la disfunzione renale indotta dall’ischemia/reperfusione
nel trapianto di rene allogenico nel ratto.
Nadia Azzollini, Daniela Cugini,
Paola Cassis, Anna Pezzotta, Elena Gagliardini, Mauro Abbate,
Giuseppe Remuzzi, Marina Noris.
Il danno da ischemia/riperfusione (I/R), indotto dalla procedura
di espianto, dalla conservazione dell’organo e dalla
chirurgia, provoca un deterioramento dell’organo stesso
che aumenta la probabilita’ di rigetto acuto e influisce
negativamente sulla sopravvivenza a lungo termine del trapianto.
Abbiamo dimostrato in un precedente lavoro che l’aggiunta
di propionil-L-carnitina (PC) alla soluzione in cui il rene
viene conservato durante il periodo detto di ’ischemia
a freddo’ è efficace nel ridurre il danno da
I/R in un modello di trapianto di rene in ratti singenici,
cioè geneticamente uguali.
Nel presente lavoro abbiamo verificato che tale farmaco è
efficace anche nel trapianto tra ratti allogenici, ovvero
incompatibili, in cui si evita il rigetto acuto grazie all’uso
di ciclosporina. Abbiamo inoltre studiato i meccanismi coinvolti
in tale processo. In ratti Brown Norway (BN) che hanno ricevuto
reni Lewis (LW) conservati in soluzione Belzer con 1.2 mg/ml
di PC durante le 6 ore di ischemia a freddo, i valori di creatinina
nel siero misurati a 16, 24 ore e 2 giorni dopo il trapianto
sono risultati significativamente più bassi di quelli
osservati in ratti riceventi organi conservati senza PC. Inoltre,
abbiamo osservato che l’uso di PC, preservando il rene
prima del trapianto, si riflette in un miglioramento della
sopravvivenza a lungo termine dell’organo stesso.
L’analisi istologica, effettuata 16 ore dopo il trapianto,
ha mostrato che PC previene significativamente la necrosi
tubulare e l’infiltrazione di neutrofili nei reni trapiantati.
Nei reni trattati con PC sono stati riscontrati livelli di
perossidazione lipidica, di espressione di iNOS e di nitrazione
di proteine più bassi rispetto ai reni non trattati,
suggerendo che PC possa avere un’azione antiossidante.
Abbiamo inoltre testato se il danno da I/R potesse accelerare
il rigetto acuto in ratti BN riceventi un rene LW senza immunosoppressione,
e se ciò potesse essere prevenuto dall’uso di
PC. Abbiamo verificato che i livelli di creatinina nel siero
erano significativamente ridotti e la sopravvivenza leggermente
prolungata in ratti riceventi organi trattati con PC.
L’efficacia di PC, aggiunta alla soluzione di conservazione,
nel modulare il danno da I/R nel trapianto allogenico nel
ratto suggerisce che questa procedura possa essere applicata
anche nel trapianto di rene nell’uomo.
Sottomesso a: Kidney International,
in fase di revisione
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