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Attività Scientifica


Area di ricerca #2
Lo studio di terapie immunosoppressive meno tossiche per la prevenzione del danno d'organo a breve e lungo termine associato al trapianto.

 

Le diverse formulazioni di acido micofenolico possono influenzare la farmacocinetica della ciclosporina in pazienti sottoposti a trapianto di rene.

Marina Noris, Federica Casiraghi, Marta Todeschini, Paolo Cravedi, Daniela Cugini, Giuseppe Monteferrante, Sistiana Aiello, Linda Cassis, Eliana Gotti, Flavio Gaspari, Dario Cattaneo, Norberto Perico, Giuseppe Remuzzi.

Nonostante la ciclosporina abbia rivoluzionato il trattamento dei pazienti trapiantati, il suo uso è limitato da un ristretto indice terapeutico, un assorbimento irregolare e da un’alta variabilità nei principali parametri farmacocinetici; infatti a parità di dosaggio esistono differenze significative sia nella risposta clinica che nelle concentrazioni ematiche di questo farmaco antirigetto. Per questi motivi è richiesto un costante monitoraggio delle concentrazioni di ciclosporina nel sangue come guida all’ottimizzazione della terapia. Diversi studi hanno dimostrato che nonostante la misura della concentrazione basale di ciclosporina sia oggi comunemente utilizzata come marker dell’esposizione giornaliera di questo farmaco, presenta una scarsa capacità nel predire la comparsa di rigetto acuto o nefrotossicità. Recentemente è stata proposta la misura delle concentrazioni a 2 ore dalla somministrazione di ciclosporina (C2) come possibile marker surrogato del picco di concentrazione massima (Cmax), un parametro che correla significativamente con l’outcome clinico del paziente trapiantato. Queste linee guida sono state ottenute da pazienti in terapia con micofenolato mofetil o azatioprina e non da pazienti trattati con la nuova formulazione di acido micofenolico, il micofenolato sodico.
Abbiamo quindi studiato il profilo farmacocinetico completo di ciclosporina in pazienti in terapia con micofenolato sodico per poi compararlo con quello di pazienti in terapia con la vecchia formulazione di acido micofenolico. I risultati ottenuti indicano che la simultanea somministrazione di ciclosporina e micofenolato sodico è associata ad un tempo di concentrazione massima (Tmax) più alto rispetto al gruppo in terapia con ciclosporina e micofenolato mofetil, sebbene non ci siano differenze nelle dosi giornaliere e nelle concentrazioni basali di CsA. Inoltre, al 6° mese dal trapianto, la maggior parte dei pazienti che assumono la nuova formulazione di acido micofenolico, presentano un picco di concentrazione massima di ciclosporina a 2 ore dalla somministrazione, mentre quelli trattati con micofenolato mofetil o azatioprina hanno il Cmax ad 1 ora. Un simile andamento si manifesta anche al 12°, 18° e 24° mese dal trapianto. Alla luce di questi risultati bisognerebbe rivedere l’algoritmo utilizzato per stimare la dose ottimale di ciclosporina in pazienti in trattamento con micofenolato sodico; rimane inoltre aperto il problema relativo al reale valore del monitoraggio terapeutico di ciclosporina basato sui livelli di C2.

Pubblicato su: Therapeutic Drug Monitoring, 2006; 28: 643-649.





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